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Los mejores museos según la gente local

Museum
“The Palazzo della Ragione was the ancient seat of the city courts of Padua. It was erected starting from 1218 and raised in 1306 by Giovanni degli Eremitani who gave it the characteristic cover in the shape of an upturned ship hull. The upper floor is occupied by the largest hanging room in the world, called "Salone" (measuring 81 meters by 27 and has a height of 27 meters) with a wooden ship's hull ceiling. It is part of the Palazzo Comunale of Padua.”
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Museum
“The most famous museum in Padova, where you can visit the Scrovegni Chapel, a masterpiece in the history of painting in Italy and Europe in the 14th century that is considered to be the most complete series of frescoes executed by Giotto, who completed the frescoes in the Chapel at the beginning of 1305.”
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Museum
“Bellissimi modelli di anatomia. Un museo nel museo. Beautiful anatomical models. A museum in the museum.”
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Museum
“Beautiful medieval building with important art expositions Magnifique bâtiment médiéval avec des expositions d'art importants Palazzo medievale con belle esposizioni temporanee”
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Museum
“Il MUSME è un Museo di nuova generazione che racconta lo straordinario percorso della Medicina da disciplina antica a scienza moderna, con particolare attenzione alla storia della scuola medica padovana. In equilibrio tra passato e futuro, il MUSME rivoluziona il concetto di Museo scientifico e diventa lui stesso un’eccellenza italiana, coniugando storia e tecnologia. Né classica collezione di reperti né semplice Science Centre, fonde e rinnova gli approcci museali e riesce a conquistare tutti, proponendo un percorso espositivo che si adatta al visitatore: dalla narrazione giocosa per i più piccoli all’approfondimento scientifico per gli studiosi.”
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History Museum
“Since 1831, this neoclassical landmark has been a favourite of Stendhal and other pillars of Padua’s cafe society for the heart-poundingly powerful coffee and caffè correto (coffee-based cocktails) served at its ground-floor cafe. The grand 1st floor – decorated in styles ranging from ancient Egyptian to imperial – houses the museum, recounting local and national history from the fall of Venice in 1797 until the republican constitution of 1848 in original documents, images and mementoes.”
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Museum
“Nel Museo Bottacin trova una sistemazione funzionale l'intera collezione di monete e medaglie, tra le più ricche al mondo, donate dal ricco commerciante di stoffe di Nicola Bottacin; facoltoso commerciante che nel 1865 legò alla città il suo patrimonio d'arte e monete, riunito per lo più a Trieste intorno alla metà dell'Ottocento. In un'ideale ricostruzione dell'arredamento della sua villa triestina sono esposti i dipinti, i mobili, le sculture, le ceramiche cinesi, le armi antiche e altre opere acquisite per il decoro della sua complessa abitazione, fatta costruire nel gusto eclettico del secolo XIX. L'esposizione si articola in due itinerari, uno dedicato alle opere d'arte, l'altro alla parte strettamente numismatica. Il percorso espositivo è fondato sulla ricostruzione più corretta possibile dell'ambiente originario e dei gusti della committenza borghese dell'Ottocento. Permette di cogliere quanto fosse diffusa l'attenzione per la pittura e la scultura di carattere accademico o tradizionale, anche se non mancano aperture ad alcuni fermenti innovativi. ”
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Museum
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Museum
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Museum
“La museologia medica patavina ha radici molto antiche. Già presso l’Orto Botanico si era progettato alla fine del ‘500 un “museo” contenente “tutte le meraviglie della Natura” (Porro 1591). Antonio Vallisneri (1661-1730), professore di Medicina a Padova dal 1700, raccolse una collezione di reperti di storia naturale, etnografici, anatomici e anatomo patologici che, alla sua morte, fu donata all’Università e costituì il nucleo originario dal quale derivarono diversi musei universitari ottocenteschi. Per quanto riguarda l’anatomia patologica, nel 1808 Francesco Luigi Fanzago (1764-1836), docente di Patologia e Medicina Legale, decise di istituire presso la sua abitazione un “Gabinetto patologico”, per dare “nuovi lumi ai cultori della medicina”, successivamente trasferito al Palazzo del Bo nel 1822. Grazie a Francesco Cortese (1802-1883), professore di Anatomia, il gabinetto patologico non solo aumentò il proprio posseduto con preparazioni eseguite dallo stesso medico, ma vide anche migliorati e ampliati i propri locali che si trovavano presso l’antico teatro anatomico cinquecentesco. Bisognerà però aspettare l’arrivo a Padova di Lodovico Brunetti (1813-1899) perché avvenga il passaggio da gabinetto a museo. Brunetti, già assistente a Vienna del celebre patologo Karl von Rokitansky (1804-1878), fu chiamato a Padova nel 1855 a ricoprire la prima cattedra di Anatomia Patologica e da subito si adoperò per creare una raccolta di pezzi patologici da conservare in un museo per fini didattici. All’inizio degli anni ’70 Brunetti fondò il Museo di Anatomia Patologica, che continuò a essere arricchito con esemplari realizzati da Brunetti stesso mediante una nuova metodica chiamata tannizzazione. Questo sistema consisteva in quattro fasi: dissanguamento e sgrassamento dell’organo tramite perfusione in acqua, tannizzazione tramite iniezione di acido tannico attraverso i vasi sanguigni, e prosciugamento con aria calda compressa. Negli anni il museo ha continuato ad accrescersi, in particolare grazie ai successori di Brunetti, cioè Augusto Bonome (1857-1922) e Giovanni Cagnetto (1874-1943): è a questi tre nomi che si deve gran parte della collezione. La sede attuale del museo prese forma dagli anni ’30 del Novecento, quando fu abbattuto l’ex convento di San Mattia dove aveva lavorato il Brunetti e venne costruito l’edificio che ancora oggi è la sede sia del museo sia dell’anatomia patologica come attività di ricerca, diagnostica e insegnamento. A partire dall’approvazione del testo unico delle leggi sull’istruzione superiore (regio decreto del 31 agosto 1933, n. 1592), per arrivare al più recente regolamento di polizia mortuaria (D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), sono state definite severe limitazioni nel prelievo di parti anatomiche da cadaveri, che hanno di per sé diminuito sensibilmente la possibilità di conservare i reperti nei musei anatomici.”
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